Ci racconti in poche parole la sua storia professionale:
Mi sono laureata a ventiquattro anni all’Università “La Sapienza” di Roma con votazione 110 e lode. Dopo il periodo di pratica ho conseguito, al primo tentativo, l’abilitazione alla professione forense presso la Corte d’Appello di Roma. In un periodo in cui molti colleghi migravano verso sedi più “magnanime” nel rilascio dell’abilitazione, ho preferito, nonostante le difficoltà dovute alla presenza di un figlio, una preparazione ferrea ed uno studio “matto e disperatissimo” ad ogni soluzione di compromesso, che avrebbe leso in partenza la dignità e serietà della mia vita professionale.
Iscritta all’albo degli avvocati di Roma dal febbraio 2000, ho sempre svolto la mia attività in studi legali civilistici, che mi hanno consentito di acquisire competenze in molteplici settori, quali il diritto delle esecuzioni, responsabilità civile, condominio, leasing...Attualmente la mia attività si svolge in prevalenza nell’ambito del diritto di famiglia e l’esperienza acquisita anche in altre branche del diritto, come il diritto delle esecuzioni e il recupero del credito, è utile e, anzi, prezioso e fondamentale ausilio anche in questa materia.
Quando e perché ha deciso di “specializzarsi” e lavorare in un settore ben preciso?
La normativa è sempre più complessa e in continuo aggiornamento, come la giurisprudenza, anch’essa in costante evoluzione. Ciò è di ostacolo per l’avvocato che intenda sovrintendere contemporaneamente e con scrupolosità a settori differenti del diritto. Non solo ma c’è, ormai, una forte competizione e la clientela cerca l’avvocato esperto, specializzato in un ambito ben preciso, non si accontenta del professionista generalista.
Ha ottenuto benefici da quando si è “specializzato” in un ambito specifico? Se sì, quali?
Certamente la possibilità di dedicarmi quotidianamente ad una materia che mi ha sempre appassionato. L’avvocato ha una funzione sociale indiscutibile, assai rilevante e fondamentale soprattutto nel momento in cui sono coinvolti i destini degli individui e si ha la possibilità di incidere sul futuro di famiglie, di minori. Questa consapevolezza mi impone un estremo rigore nel momento in cui mi trovo ad affrontare questo tipo di problematiche ma, al contempo, mi restituisce profonda soddisfazione per il ruolo che in concreto sono chiamata a svolgere.
Ha avuto problemi nel dichiarare la sua “specializzazione” e, nel caso, come li ha risolti?
Prendere questa decisione non mi ha creato nessun problema, piuttosto credo che sia recepita come espressione di serietà e professionalità, poiché consente un aggiornamento continuo e una preparazione capillare.
Come è cambiata la sua vita lavorativa da quando ha intrapreso la strada della “specializzazione” in un ambito ben preciso?
Decidere di interessarmi di un settore ben preciso mi consente di lavorare con maggiore tranquillità, per il maggior tempo da dedicare in via esclusiva alla materia.
Avvocato Sabrina D'Ascenzo
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