Di stefano su Lunedì, 07 Agosto 2017
Categoria: Web Marketing

Come gestire la reputazione online per uno studio legale

Come gestire la reputazione online per uno studio legale o di un avvocato in modo efficace

Come gestire la reputazione online per uno studio legale? Probabilmente ti sarai posto questa domanda al momento di pianificare una strategia di marketing online per essere presente e visibile sui canali digitali e - soprattutto - al momento di pianificare tutte quelle attività online volte a rafforzare la presenza del tuo studio legale e della tua professione di avvocato sul web.

Per essere presenti sui canali digitali e ampliare progressivamente il proprio business, grazie alle opportunità offerte oggi dal mondo online, non è sufficiente portare avanti solo alcune attività, come la creazione di contenuti e la gestione delle conversazioni sui social network, perché è altrettanto importante monitorare le reazioni degli utenti sui social network , prendere atto dei commenti in coda ai contenuti pubblicati all’interno del blog e - più in generale - interpretare e capire i motivi di eventuali dissensi o critiche da parte degli utenti nei confronti dello studio legale.

In molti casi, infatti, è fondamentale ricorrere a questo monitoraggio online - che deve essere necessariamente condotto da professionisti del marketing, i quali dispongono dei mezzi e degli strumenti tecnologici per poter fare un controllo mirato delle reazioni in rete e predisporre una strategia per ripulire la reputazione online eventualmente danneggiata di uno studio legale o eventualmente di un solo avvocato. In caso contrario, si rischia una vera e propria crisi della reputazione, che potrebbe diventare davvero difficile da ripulire, se non lasciando passare degli anni.

Ma in cosa consiste la gestione e la pulizia della reputazione online?
Naturalmente molto dipende dal problema iniziale, nello specifico occorre effettuare un monitoraggio a tutto tondo per capire quali sono i canali interessati dalla criticità e o se ce ne sono alcuni più critici di altri.
Per farlo, i professionisti del marketing online cui deciderete di rivolgervi effettueranno un’analisi utilizzando dei tool a pagamento, che registreranno e classificheranno le conversazioni online - nel caso dei social network (tra i più usati c’è Followewonk e Hootsuite) - e analizzeranno e classificheranno i risultati delle SERP (Search Engine Results Pages) di Google per capire se ci sono dei risultati critici (uno dei tool più utilizzati in questo campo è SerpWoo), in grado di danneggiare l’immagine e l’autorevolezza dell’avvocato o dello studio legale.

Una volta individuate le criticità, si passa al piano di azione, con l’obiettivo di difendere e recuperare la reputazione online del cliente. Il primo passo da affrontare è individuare i canali migliori sui quali pubblicare contenuti positivi , che parlino quindi dei vantaggi, dei servizi, della professionalità degli avvocati, in modo tale che le informazioni positive possano sempre prevalere su quelle negative degli utenti .

Un esempio di questa parte della strategia è pubblicare interviste dell’avvocato, case history dello studio legale, ma anche testimonianze e racconti etutto ciò che - una volta pubblicato - può risultare interessante per gli utenti. In questo modo, i contenuti di questo tipo prenderanno posto nelle SERP del motore di ricerca, scalzando progressivamente i risultati negativi, che inevitabilmente scenderanno progressivamente verso il basso fino a sparire. Se ciò non dovesse bastare, sarà necessario potenziare - attraverso una campagna di link building mirata e strutturata - i contenuti positivi, in modo che possano farsi strada tra i risultati di Google ed essere sempre più visibili.

Se, invece, il problema risiede soprattutto nei profili dei social network, come facebook, twitter o linkedin, i tool da utilizzare per il monitoraggio - come abbiamo visto sopra - cambiano completamente e occorrerà moderare e gestire diversamente i flussi delle conversazioni online che avvengono tra gli utenti, ad esempio, chiedendo ulteriori dettagli sui motivi che hanno spinto a lasciare un commento negativo, oppure dando spiegazioni sul perché è stata fatta una determinata scelta, in modo da placare gli animi e magari offrire all’utente qualcosa in cambio (consulenza gratuita, approfondimenti, ecc).

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